WORKING FROM HOME | Progettare una casa a prova di smart-working

Le nostre case sono davvero adattabili?

Il sito archistart.net  promuove WFH 2020, un bando di concorso  rivolto ai giovani progettisti di tutto il mondo, allo scopo di porre l’attenzione sulla progettazione delle nostre case nel futuro post-pandemico.

“La crisi sanitaria internazionale rende infatti necessario affrontare dal punto di vista progettuale il ruolo dello smart working e la sostenibilità di svolgere il proprio lavoro all’interno delle abitazioni.

Se da un lato infatti lo smart working ha registrato un’impennata improvvisa, venendo incontro all’urgenza imposta dal Coronavirus, dall’altra si può dire davvero “smart”? Le nostre case sono adattabili a questo uso? Il concorso richiede ai partecipanti di rispondere in modo innovativo e sperimentale a questi interrogativi, progettando un appartamento di riferimento abitato da una giovane coppia che decide, alla fine della pandemia, di adottare lo smartworking con maggiore frequenza e quindi desidera una casa più confortevole per ottimizzare al meglio la sfera lavorativa.”

Archistart _ WFH 2020 Working from Home Competition

With the support of professioneArchitetto

Images courtesy of ARCHISTART

il NOSTRO PUNTO DI VISTA #OURPOINTOFVIEW

Di certo il tema della necessità di creare spazi residenziali  adeguati  e mutevoli verrà riproposto in molteplici saggi e testi accademici nel prossimo futuro. Durante  queste settimane siamo coinvolti direttamente o indirettamente a formulare riflessioni sul nostro modo di vivere la  casa. Un cambiamento così drastico della quotidianità non può che comportare la creazione di un “prima” ed un “dopo” Covid 19, non solo nell’ ambito sociale e lavorativo, ma anche in quello architettonico.

Ci rendiamo conto ora, quando la nostra abitazione non è più solo il luogo in cui ritornare la sera, che le dimensioni degli spazi della nostra casa possono contribuire alla percezione della stessa al pari di una gabbia.

Nuovi spazi, nuove sperimentazioni, nuovi approcci alla progettazione saranno i concept base del nostro futuro.  Gli ambienti della nostra quotidianità dovranno essere riprogettati, soffermandosi su aspetti che fino ad ora potevano sembrare superflui o sacrificabili: la dimensione di questo soggiorno potrà permettere la creazione di una postazione lavoro vicino ad una finestra? La disposizione della mia camera potrà prevedere l’ inserimento di una scrivania? Potrò avere uno studio nella taverna?

L’obiettivo di creare case sempre più versatili, a seconda delle esigenze di tutti coloro che le abitano, deve diventare il motore cardine dell’ approccio al progetto residenziale, che sia esso legato ad una piccola ristrutturazione o ad un intervento edilizio più corposo. Dovremo creare finalmente le condizioni affinché ogni abitazione possa essere davvero smart, permettendo a chi la abita non solo di viverci, ma di riuscire all’occorrenza anche a lavorare in completa armonia con i suoi spazi.

Ma il nostro presente, il qui ed ora, come lo stiamo vivendo? E soprattutto, se le case del nostro futuro potranno essere concepite con un occhio di riguardo nei confronti della presenza di spazi camaleontici, attualmente come riusciamo a lavorare all’interno delle nostre case?

Che lo smart working possa avere dei riscontri positivi in termini di sostenibilità ambientale e produttività lavorativa è un dato noto e consolidato; risulta però difficile riuscire ad apprezzare eventuali benefici del lavoro agile per tutti coloro il cui sottoscala di casa è divenuto l’ambiente principale in cui trascorrere le proprie giornate. Non tutte le case possono godere del privilegio di avere ampi spazi o giardini in cui poter trascorrere i pomeriggi davanti ad un pc. Come possiamo adattare le case “statiche” alle esigenze mutevoli? Come possiamo trarre il meglio da ogni condizione, anche dalla più problematica? Non si possono creare ambienti che non ci sono. Si possono però costruire  le condizioni affinchè anche lo spazio più angusto possa trasmetterci good vibes nelle nostre lunghe giornate domestiche. E così magari, grazie ad un tocco di colore, la scelta della lampada giusta, la presenza di una bella fotografia ed alla perseverante richiesta di attenzione del nostro gatto, anche il sottoscala di casa potrà divenire uno degli ambienti più belli in cui trascorrere il nostro tempo lavorativo forzatamente domestico.

Ci piace pensare alla casa come lo specchio di noi stessi: accettarne i difetti e valorizzarne i pregi potrebbe regalare molteplici sorprese inaspettate.

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